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Gli Incursori Paracadutisti del 9° Reggimento d' Assalto "Col Moschin"
sono i fieri eredi della tradizione di audacia, patriottismo ed onore di cui i commandos Arditi del Primo Conflitto Mondiale furono
precursori.
Il reggimento prende il nome dalla collina Moschin, luogo ove, durante la guerra del '15 -'18, gli Arditi furono
protagonisti di uno dei più eccezionali esempi di coraggio del primo conflitto mondiale, difendendo strenuamente le proprie posizioni sotto
gli incalzanti assalti dell'invasore austriaco.
Il coraggio degli uomini di questo reparto d'élite del Regio Esercito, i quali erano
soliti dare l' assalto alle trincee nemiche percorrendo gli ultimi metri che li separavano da queste con un pugnale stretto fra i denti e
le bombe alle mani, fu tale che lo stesso Gabriele D'Annunzio, da sempre affascinato dalle imprese militari audaci, vestì la divisa
del reparto durante l' occupazione di Fiume del 1920 del quale fu ideatore e comandante.
Un così vasto senso del dovere e coraggio
non potè non lasciare una traccia indelebile in quella generazione di militari che, a distanza di alcuni anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale, tenteranno di dare seguito alla tradizione di arditismo dei propri precursori.
Nel 1952, ex ufficiali degli Arditi diedero segretamente il via alla ricostruzione di un reparto di combattenti specializzati in seno al
Centro Militare di Paracadutismo ubicato presso Viterbo.
Il nuovo elemento, inquadrato all' interno dela 1ma Compagnia Paracadutisti,
avrebbe visto la luce nel settembre dello stesso anno con il nome di Plotone Speciale. Costituito da paracadutisti, i quali venivano
addestrati sulla falsariga dei reparti Arditi con la preparazione addizionale ai lanci in acqua ed al nuoto, il Plotone era posto sotto il
comando del Tenente Franco Falcone.
Il trasferimento del Plotone presso la Scuola di Fanteria di Cesano, occorso il 20 aprile
1953, coinciderà con la promozione a Compagnia Sabotatori Paracadutisti, al comando del Capitano Edoardo Acconci, forte di due
plotoni rispettivamente composti da paracadutisti di leva e Carabinieri.
Un primo organico programma addestrativo per i futuri
Sabotatori lo si avrà soltanto a partire dal 1954, unitamente all' individuazione di quelli che sarebbero stati i futuri compiti
della Compagnia: operazioni di intelligence e sabotaggio in territorio ostile.L'iter addestrativo riservato gli aspiranti, vedeva l' acquisizione delle tecniche di sabotaggio, roccia,
l' utilizzo degli sci, il combattimento corpo a corpo, la familiarizzazione con una vastissima gamma di armi e mezzi (carri armati compresi),
la creazione di "ponti" radio e l' utilizzo delle relative "maglie", la cartografia, e per gli elementi valutati maggiormente idonei sul
piano psico-fisico, la padronanza di elementi relativi alle incursioni navali da apprendersi presso il GRUPP.ARD.IN. del Varignano.
1° giugno 1957 vede il trasferimento dei Sabotatori presso Livorno e, successivamente, nella città di Pisa ed il cambio di nomenclatura in
Reparto Sabotatori Paracadutisti, venendo impegnato in esercitazioni volte a saggiare le capacità difensive delle patrie Forze Armate
(ai Sabotatori era delegato il ruolo di forza nemica).
Nel 1961 il reparto farà ritorno a Livorno ove verrà elevato al grado di
Battaglione Sabotatori Paracadutisti, posto alle dipendenze della Brigata Paracadutisti Folgore ed articolato su di un Plotone Comando, una Compagnia Allievi, e due Compagnie Operative.
Nel 1964, ulteriore impulso
verrà fornito alla dottrina operativa del Battaglione per mezzo della qualificazione di operatori in possesso di caratteristche tali da
renderli in grado di operare in qualsiasi teatro operativo (precedentemente si era infatti preferito "specializzare" gli uomini affidando a
costoro solamente operazioni inserite nel proprio campo di competenza , ad esempio quello subacqueo o montano).
Il 1966 vede il
dispiegamento in Alto Adige di un reparto misto al comando di un ufficiale dell' Arma dei Carabinieri costituito da elementi delle forze
dell'ordine ed una quarantina di Sabotatori al fine di porre in essere la bonifica di zone sensibili dalla presenza di ordigni esplosivi.
Nel corso di tali attività, protrattesi fino al 1970, troveranno la morte i Sabotatori Sotto Tenente Mario
di Lecce ed il Sergente Olivo Dordi i quali cadranno nell' esercizio del proprio dovere nell'attentato di Cima Vallone, il quale
causerà inoltre il ferimento del Sergente Maggiore Sabotatore Marcello Fagnani.
La sera del 4 novembre 1966, l'intero
Battaglione è dispiegato nell'area di Pontedera al fine di porre in essere le operazioni di salvataggio della popolazione civile minacciata
dallo straripamento dell'Arno.
Il coraggio, il senso del dovere ed il profondo spirito di abnegazione degli operatori tutti
contribuiranno al salvataggio di numerose vite umane.
Idroambulanze dei Sabotatori intervengono sul luogo della sciagura aerea
della Meloria, la quale vide la perdita di un Hercules C-130 e del suo equipaggio nonchè di numerosi operatori della Brigata Folgore
nella giornata del 18 novembre 1971; nel corso delle operazioni di recupero dei caduti perderà la vita il Sergente Maggiore
Sabotatore Giannino Caria. Tra il '72 ed il '74 ha luogo il primo "cross-training" con unità delle forze speciali statunitensi; nello
stesso periodo viene sviluppato il paracadute alare, adottato per primo al mondo proprio dalle unità Sabotatori dell'Esercito Italiano, e
tuttora largamente impiegato da numerose Special Forces.
Nel 1975 i Sabotatori sono dispiegati sulla tratta ferroviaria Bologna-Arezzo
al fine di arginare l' attività terroristica volta al sabotaggio della sicurezza nell' area in questione. La qualità dell' opera posta in essere dai
due Gruppi Tattici costiutitisi per l'occasione , è tale da far ben presto decadere la necessità dell' impiego di questi.
26 settembre 1975, il Battaglione viene mutato in 9° Reparto d' Assalto Paracadutisti "Col Moschin" e la qualifica di Sabotatore
decade a favore di quella di Incursore. Nel 1995 il Reparto è promosso a Reggimento. |
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"(...) Arditi d' Italia ,venire a voi è come entrare nel fuoco, è come penetrare nella fornace ardente, è
come respirare lo spirito della fiamma, senza scottarsi, senza consumarsi. (...) In una delle vostre medaglie commemorative il combattente
all' assalto è rappresentato avvolto dalla vampa, incombustibile come la salamandra della favola, con una bomba in ciascuna mano.Il vostro
elemento è l' ardore, la vostra sostanza è l' ardire. Per ciò, se il Carso era un inferno, voi ne eravate i demoni. Se l' Alpe era l'empireo
della battaglia, voi ne eravate gli angeli. Creature fiammanti sempre e da per tutto. E ci fu qualche notte d' estate, ci fu qualche notte
d'autunno che l' acqua del Piave, al vostro guado, rugghiò come quando immerso il ferro rovente si tempra. (...)" (dalla lettera di
Gabriele D'Annunzio agli Arditi di Fiume pubblicata sul quotidiano "La Vedetta d' Italia" del 24 ottobre 1919) |
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STRUTTURA
Il Reggimento, attualmente di stanza presso la Caserma Vannucci in Livorno, risulta
esser composto come segue:
- COMPAGNIA COMANDO E SUPPORTO LOGISTICO: si occupa dell' amministrazione del Reggimento e
dell'acquisizione di materiale di supporto per gli operatori
- COMPAGNIA TRASMISSIONI: composta da specialisti delegati alla
costituzione di "ponti" radio e gestione delle relative " maglie " al fine di assicurare i collegamenti tra incursori e basi operative
- COMPAGNIA L.R.R.P. (Long Range Reconnaissance Patrol): ad essa vengono delegate operazioni di ricognizione a lungo raggio in
territorio ostile aventi per obiettivo l'acquisizione di elementi utili allo svolgimento tanto di eventuali "azioni dirette" , quali incursioni
o sabotaggi , quanto la verifica dei danni subiti da specifici bersagli a seguito di attacchi posti in essere tramite aerei , artiglieria da
campo o navale
- 1° BATTAGLIONE INCURSORI: composto dalla 110ma e dalla 120ma Compagnia, rappresenta la componente operativa
del Reggimento. Entrambe le compagnie sono organizzate sulla base di diversi distaccamenti operativi, costituiti da otto uomini ciascuno,
al vertice dei quali è posto il relativo
- Comando R.A.F.O.S. (Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali): costituito
dalla 101ma Compagnia Allievi e dalla Base Operativa Incursori ubicata presso la foce del fiume Arno, nell' amena ex Tenuta Presidenziale di
San Rossore. Compito del R.A.F.O.S. è la preparazione degli aspiranti Incursori e la specializzazione di personale proveniente dalle diverse
Armi dell'Esercito quali Aerosoccoritori od Alpini Paracadutisti tramite specifici stage nelle rispettive aree di competenza.
SELEZIONE E ADDESTRAMENTO
Gli operativi del Col Moschin provengono in buona parte dalla Brigata Paracadutisti Folgore, ma i corsi
sono comunque aperti a personale proveniente dalle Forze Armate tutte (eccezion fatta per l' Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, le
quali dispongono di propri reparti per operazioni speciali).La selezione degli aspiranti ha luogo nei mesi di ottobre e maggio presso le scuole di formazione per Ufficiali,
Sottufficiali e Volontari in Servizio Permanente. I candidati risultati idonei in fase di preselezione verranno inviati, al termine dei
rispettivi corsi, presso la 101ma Compagnia Allievi del R.A.F.O.S. ove saranno sottoposti ad un Tirocinio di Formazione volto a selezionare
quegli elementi dotati delle caratteristiche psicofisiche richieste; al termine di tale periodo, tutti coloro i quali fossero sprovvisti di
abilitazione al lancio vincolato, verranno inviati presso il CE.A.PAR. (ex S.MI.PAR) di Pisa per conseguire la qualifica di paracadutista
militare.
L' addestramento prosegue presso il R.A.F.O.S. in San Rossore, con l'acquisizione di tecniche di combattimento, infiltrazione
e sabotaggio. Essendo il personale del Reggimento adibito sovente ad operazioni oltre le linee nemiche, grande enfasi è attribuita alla
preparazione psichica dei candidat, i quali devono essere in grado di affrontare situazioni estreme quali prigionia, interrogatori, evasione,
fuga e sopravvivenza in ambienti ostili sia dal punto di vista climatico che per la presenza del nemico.
Terminato il corso 80B, il
personale proveniente dai ruoli Volontari e Sergenti ha concluso il proprio iter formativo. Coloro i quali provengano dai ruoli Sottufficiali
ed Ufficiali accedono ai successivi corsi di specializzazione che li porteranno a conseguire la qualifica di Incursore.
Per costoro, l'iter formativo si articola come segue:
- corso subacqueo presso la sede del
COM.SUB.IN. (Varignano), della durata di dodici settimane, per mezzo del quale gli allievi verranno introdotti all'impiego degli apparati
subacquei A.R.O. e A.R.A.
- acquisizione di tecniche di lancio tattico (H.A.L.O/H.A.H.O; High Altitude Low Opening/High
Altitude High Opening, quest'ultimo utilizzato per le infiltrazioni con l'ausilio di paracadute a profilo alare) presso il CE.A.PAR
- corsi basici di sci e roccia, entrambi tenuti presso il C.E.A.L.P. di Aosta e della durata di otto settimane
- corso
anfibio della durata di quattro settimane volto all' impiego ed alla manutenzione dei vari battelli in dotazione al Reggimento, i quali
spaziano da piccole canoe fino ai R.I.B. (Rigid Inflatable Boat) ed ai potenti gommoni autogonfianti Zodiac Commando dotati di due motori
fuoribordo da 175 cavalli, apparati radio, radar per la navigazione, G.P.S. ed in grado di trasportare un intero distaccamento operativo in
aggiunta al timoniere ed al mitragliere posto a prua
- corso F.I.B.U.A./M.O.U.T. (Fighting In Built-Up Areas/Mobile Operations in
Urban Terrain), volto all' acquisizione di tecniche relative al movimento tattico, agli interventi di salvataggio ostaggi, ed al
combattimento in ambiente urbano o comunque ristretto per il quale ci si avvale di specifiche "killing houses"
- corso di
riconoscimento di armi e supporti tecnici in dotazione alle forze nemiche e con i quali gli operatori potrebbero trovarsi a venire in
contatto
- corso telecomunicazioni volto alla conoscenza e gestione dei vari apparati per comunicazioni in dotazione al
Reggimento.
Al termine di tale rigoroso processo di selezione (della durata di circa due anni nel corso dei quali l'attrito oscilla
tra l'ottanta e l'ottantacinque per cento), i "neo-Incursori" vengono affiancati ai distaccamenti operativi onde maturare quel grado di
esperienza e professionalità richiesto agli operatori del Reggimento. A partire dal 2003, il Reggimento ha introdotto anche l' impiego del
cavallo, sulla scorta dell' ottima esperienza maturata dai reparti similari esteri in Afghanistan. L'apprendimento di tali elementi avviene
presso il Centro di Addestramento Ippico dell' Esercito Italiano, ubicato in quel di Grosseto. Appare necessario specificare come
l'attività addestrativa e di specializzazione non ha termine con il conseguimento della qualifica di Incursore. Elementi dotati di un
particolare profilo psicofisico verranno inviati presso la I.L.R.R.P.S. (International Long Range Reconnaissance Patrol School) di
Pfullendorf (Germania), la quale vede fra i propri "studenti" alcuni fra i migliori operatori del G.I.S. e del N.O.C.S.
La necessità
di un continuo aggiornamento delle conoscenze degli operatori, pone inoltre questi al centro di un intenso programma di scambio con le unità
similari dei paesi alleati, ponendo il personale a contatto con alcuni fra i migliori reparti per operazioni speciali quali lo Special Air
Service britannico, il Korps Commando Troepen olandese, lo Jaegercorpset danese , e gli uomini dello U.S.A.S.O.C. (U.S. Army
Special Operations Command) di stanza presso Fort Bragg in North Carolina.
MEZZI
Come ogni reparto di forze speciali, il parco mezzi del Col Moschin è piuttosto nutrito.
I vettori impiegati dal reparto spaziano da veicoli off-road 4X4, ai battelli, fino a giungere all' impiego dei deltaplani a motore.
La mobilità terrestre è assicurata dalla presenza delle tradizionali jeep IVECO VM-90, nonchè delle Land Rover DEFENDER 90WMIK
(Weapon Mounted Installation Kit), le quali possono esser munite di mitragliatrici Browning M2 o lanciagranate Sako MK19 da 40 mm. (in
grado anche di fornire tiro "a parabola", utile per battere le postazioni nemiche con un pesante fuoco di soppressione), e trasportabile dagli
elicotteri CH-47 in un numero di due unità per apparecchio. Le nuove DEFENDER sono inoltre caratterizzate dall' assenza di sportelli e
parabrezza, e sono dotate di un robusto roll-bar a proteggere il posto guida. Interessante notare come esse abbiano visto il loro primo impiego
operativo nell' ambito della missione afghana della task force "NIBBIO".
Per ciò che riguarda i battelli, la punta di diamante è
sicuramente costituita dai gommoni autogonfianti Zodiac Commando muniti di fuoribordo da 40 cavalli, e dai gommoni a chiglia rigida
Zodiac Hurricane, in grado di trasportare un distaccamento operativo al completo, oltre al pilota ed al mitragliere di prua. Sono
muniti di due fuoribordo da 175 cavalli in grado di raggiungere i 50 nodi con un'autonomia di 180 miglia, G.P.S., 2 bussole, radar, Loran, e montano a prua
una mitragliatrice da 12,7 mm., od un lanciagranate automatico da 40 mm.
Il pilota è munito di caschetto protettivo, all' interno del
quale è possibile siano integrati gli apparati di comunicazione radio VHF/HF. Tra le altre imbarcazioni, troviamo canoe Hart, R.I.B. (Rigid
Inflatable Boat) prodotti dalla Plasteco, e scafi a chiglia rigida con fuoribordo.Dal 1996 sono operativi presso il reparto un certo
numero di deltaplani a motore, muniti di motori Rotax a due tempi (uno per apparecchio) e voluti nel 1991 dal Ten. Col. Giulio
Ottaviani, con il fondamentale contributo della Medaglia d' Oro al Valor Militare Stefano Paolicchi, il quale cadrà nell' adempimento
del proprio dovere a Mogadiscio il 2 luglio 1993.
Essi possono svolgere ottimamente compiti di ricognizione, acquisizione obiettivi, ed
infiltrazione/esfiltrazione di personale. Viste le ridotte dimensioni, ed i costi di acquisizione e manutenzione molto contenuti, rappresentano
uno strumento versatile che trova però limiti d' impiego nelle condizioni meteorologiche e nella scarsa resistenza al tiro di armi leggere (la
sua traccia radar e termica è comunque notevolmente ridotta). Per maggiori informazioni sull' impiego di questo mezzo, rimandiamo all'articolo
"La Folgore in Delta" su, ricordando che il pezzo in questione risale al 1996.AMBITO OPERATIVO
Nell' ambito operativo del Col Moschin rientrano attività quali sabotaggi,
incursioni, la presa di obiettivi sensibili in territorio nemico, la cattura di personalità nemiche di spicco, il salvataggio di ostaggi di
guerra, il Combat S.A.R. (Search And Rescue) volto alla ricerca ed al recupero di personale militare disperso in territorio ove
elevata venga ad essere la presenza di forze ostili, operazioni N.E.O. (Non-combatant Evacuation Operation) riguardanti il salvataggio
di personale civile in zona di guerra (da ricordarsi in tale frangente l'operazione congiunta con il G.O.I. del COM.SUB.IN. posta in essere in
Ruanda nel maggio 1994), la ricognizione a lungo raggio in zona operazioni onde porre in essere l'individuazione di potenziali bersagli
per il tiro aereo, o d'artiglieria e la verifica degli eventuali danni da questi subiti, nonchè operazioni HUM.INT. (Human Intelligence) per l'
acquisizione delle più svariate informazioni e compiti di antiterrorismo interno.
A tali incarichi vanno ad aggiungersi quelli relativi
alla F.I.D. (Foreign Internal Defence), volti all' addestramento ed alla qualifica di personale militare e di polizia dei Paesi alleati:
istruttori del 9° Rgt. Col Moschin distaccati presso la Missione Italiana di Assistenza Tecnico-Militare (M.I.A.T.M.) in Malta hanno
personalmente curato l' addestramento di reparti d' élite dell'Armed Forces of Malta quali gli incursori del R.D.T. e gli operatori della C Company conseguendo risultati assolutamente encomiabili.
ATTIVITA’ OPERATIVE NOTE
Il Col Moschin è un' unità d' élite altamente specializzata, impiegabile tanto in operazioni di pace
quali "RESTORE HOPE" in Somalia o nell' ambito delle missioni SFOR nell' ex Yugoslavia, quanto in operazioni antiterrorismo volte al
salvataggio di ostaggi od alla neutralizzazione di covi di terroristi . Da Beirut alla Somalia, ove nel corso delle operazioni denominate
"CANGURO" agli incursori era affidato il compito di rastrellare le aree di Mogadiscio nelle quali si sospettava si nascondessero il generale
Aidid ed i suoi uomini (oltre ad aver partecipato ad alcune operazioni segrete), fino alla Bosnia-Erzegovina ed il Kosovo , gli operativi del
reggimento sono sempre stati tra i primi a partire accanto agli uomini della Brigata Folgore ed i Carabinieri del Tuscania . Nell' ambito
delle missioni all'estero , in particolar modo nell' area dei Balcani , è interessante inoltre considerare il ruolo che gli incursori possono
rivestire quale forza di reazione rapida antiterrorismo . In teatri operativi particolarmente caldi , quali quelli ad alta componente
multietnica ove esistano due o più schieramenti a fronteggiarsi , non è remota la possibilità di attentati rivolti tanto contro i civili quanto
contro il personale militare chiamato a svolgere compiti di "peace keeping". Non solo, se si considera che alcuni criminali di guerra serbi
risultano tuttora latitanti si può ben considerare un ulteriore impiego di un reparto specializzato quale il 9° come squadra delegata alla
cattura dei suddetti, ruolo del resto già ricoperto dallo S.A.S. britannico nell'ex Yugoslavia.
Maggio 1994, Ruanda, operazione
"IPPOCAMPO": operazione N.E.O. (Non-combatant Evacuation Operation) condotta congiuntamente agli operatori del COM.SUB.IN. Giunti
presso l' aeroporto di Kigali a bordo di Hercules C-130, gli operatori reperiscono in loco i mezzi di trasporto necessari, impiegando jeep e
pick-up abbandonati dai civili in fuga. Dopo aver revisionato i mezzi ed averli privati delle portiere (le quali non forniscono alcuna
protezione balistica, rendono il mezzo più pesante ed impediscono una fuoriuscita rapida dallo stesso) gli incursori del COM.SUB.IN. e del Col
Moschin penetrano per diversi chilometri in territorio ostile salvando religiosi e cittadini europei dalle violenze dei clan Hutu e Tutzi tra
loro in lotta.
Mercoledì 16 gennaio 2002 / ... , operazione "ENDURING FREEDOM": giungono nella seconda metà di gennaio 2002 i
primi operatori del Col Moschin distaccati con il Contingente Italiano presso Kabul . Durante la missione in Afghanistan, gli Incursori hanno
definitivamente eliminato i fucili d' assalto Steyr AUG dalla propria armeria. In fase di prova presso i poligoni, la sabbia ha infatti
provocato l' inceppamento del 96% dei fucili! Lo Steyr è un' arma di fabbricazione austriaca, ideato per operare in ambienti a bassa presenza
di polveri e sabbie.
5 giugno 2003/ ..., Iraq, operazione "ANTICA BABILONIA": giovedì 5 giugno 2003, Bari ha salutato la partenza
della nave da sbarco anfibio SAN GIUSTO e l' inizio dell' operazione "ANTICA BABILONIA", in Iraq. Imbarcati, i Fucilieri di Marina del
Reggimento "San Marco" ed il personale G.O.I./ G.O.S. del COM.SUB.IN. Scopo dell' operazione, che impegnerà circa tremila uomini provenienti
dalle quattro armi delle nostre forze armate, sarà quello di “concorrere, con gli altri Paesi della coalizione, a garantire le condizioni di
sicurezza e stabilità necessarie a consentire l'afflusso e la distribuzione degli aiuti umanitari e contribuire, con capacità specifiche, alla
condotta delle attività di intervento più urgenti per il ripristino delle infrastrutture e dei servizi essenziali" (fonte
www.esercito.difesa.it) |
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Nel dettaglio:
-creazione e mantenimento di un ambiente sicuro;
-concorso all'ordine pubblico e polizia militare;
-supporto alle attività di sminamento;
-rilevazioni biologiche e chimiche;
-assistenza sanitaria;
-gestione aeroportuale;
-supporto alle attività di ricostruzione;
-ripristino di infrastrutture pubbliche essenziali
ESERCITO (circa 1.700 effettivi)
- Comando Brigata “Garibaldi”
- 18° Reggimento Bersaglieri (67° battaglione)
- Squadrone 19° Reggimento Cavalleria “Guide”
- Compagnia del Regg. Lagunari "Serenissima"
- 1/2 Distaccamenti 9° Reggimento Incursori Paracadutisti "Col Moschin"
- Compagnia NBC 7° Reggimento “Cremona”
- Compagnia Genio (21° Regg. Genio Guastatori)
- Compagnia Trasmissioni (7° Regg. )
- Gruppo Supporto di Aderenza (6° Regg. Trasporti)
- Nuclei Bonifica Ordigni Esplosivi (21° Regg. Genio)
- Cellula Intelligence
- Compagnia CIMIC (Cooperazione Civile Militare)
MARINA (circa 500 effettivi)
- Nave trasporto “San Giusto”
- Pattugliatore Cigala Fulgosi (in rientro in Patria)
- Cacciamine “Viareggio” e “Chioggia”
- 3 elicotteri SH-3D
- una compagnia fucilieri Reggimento “San Marco”
- distaccamenti G.O.I./G.O.S. del COM.SUB.IN.
AERONAUTICA (circa 200 effettivi)
- Reparto Mobile di Supporto
- Reparto Genio Aeronautico
- 6° Reparto Manutenzione Elicotteri
- 3 elicotteri HH-3F deo 15° Stormo
- Cargo C-130J della 46A Brigata Aerea
CARABINIERI (circa 400 effettivi)
- Unità MSU (Multinational Specialized Unit) della 2a Brigata Mobile
- Compagnia Polizia Militare |
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Si ringrazia vivamente Corpi d'Elite
per aver collaborato alla creazione di questa pagina. |
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Trae origine dalla Divisione Paracadutisti costituita il 1° settembre 1941 a
Tarquinia (VT) con i Reggimenti Paracadutisti 1° e 2° - cui si affianca il 3° nel marzo 1942 - ed il Reggimento Artiglieria
Paracadutisti.
Resosi necessario l'impiego oltremare come unità terrestre, nel luglio 1942 è denominata Divisione di Fanteria
"Folgore" (185^). Le sue unità, di conseguenza, assumono la denominazione di: -185° Reggimento Artiglieria
"Folgore", -186° Reggimento Fanteria "Folgore", -187° Reggimento Fanteria "Folgore".
Dal 15 settembre 1942 il 185° Fanteria, rimasto in Patria, cede due battaglioni al 187°; lascia la "Folgore" e prende
il nome di 185° Reggimento "Nembo", diviene il nucleo costitutivo di una seconda
divisione paracadutisti.
La "Folgore", avrà il battesimo del fuoco in Africa Settentrionale dove
imporrà all'ammirazione del nemico e dell'alleato il suo stile di combattimento.
Consumata ma non vinta nella terribile battaglia
di El Alamein, viene ufficialmente sciolta il 23 novembre 1942.Il 1° gennaio 1963 si costituisce in Pisa, per trasformazione del preesistente Centro
Militare di Paracadutismo (istituito nel 1947),
La Brigata Paracadutisti su Comando: -1° Reggimento Paracadutisti (2° e 5° btg),
-Battaglione Sabotatori Paracadutisti, -Compagnia Carabinieri Paracadutisti (Battaglione dal
15 luglio), -Batteria Artiglieria da Campagna Paracadutisti (Gruppo dal 1° giugno) -Centro Addestramento Paracadutisti (dal 1° dicembre
passa alle dipendenze dell'Ispettorato di Fanteria e Cavalleria).
10 giugno 1967 riprende la denominazione tradizionale di Brigata Paracadutisti
"Folgore".
Con la ristrutturazione dell'Esercito, dal 1° ottobre 1975 l'organico della grande unità è modificato
e la "Folgore" comprende Reparto Comando e Trasmissioni:
-1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania",
-2° Battaglione Paracadutisti "Tarquinia",
-3° battaglione Paracadutisti "Poggio Rusco",
-5° Battaglione Paracadutisti "El Alamein",
-9° Battaglione d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin",
-185° Gruppo Artiglieria da Campagna Paracadutisti "Viterbo",
-Battaglione Logistico "Folgore"
-Reparti minori.
Dal gennaio 1983 torna alle dipendenze del Comando Brigata anche la Scuola Militare di Paracadutismo.
Il 1° gennaio
1986, unitamente alla Brigata "Friuli" ed a reparti di volo dell'Aviazione Leggera dell'Esercito, entra nella Forza di Intervento
Rapido (FIR), unità interforze costituita per intervenire con immediatezza contro minacce interessanti l'intero territorio nazionale.
Dal 31 maggio 1991 viene inquadrato nella Brigata anche il ricostituito 183°
Battaglione Paracadutisti "Nembo", quindi, con un nuovo ordinamento assunto dalla Forza Armata che ripristina il livello
reggimentale.
La "Folgore" ad iniziare dal 1992 assume gradatamente l'organico su Comando:
-1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania",
-9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin",
-Reggimenti Paracadutisti
-183° "Nembo",
-186° "Folgore",
-187° "Folgore",
-185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti "Folgore", mantenendo inalterati i supporti.
Inserita nel Comando Forze di Proiezione, dal 1° dicembre 2000 passa
alle dipendenze del 1° Comando Forze di Difesa ed assume nei suoi ranghi il 5° battaglione genio guastatori "Bolsena"
poi rinumerato 8° "Folgore", nel quale confluisce la Compagnia Genio Guastatori Paracadutisti del Reparto Comando e
Supporti Tattici.
A marzo 2001 viene soppresso il Battaglione Logistico, trasformato in 6° Reggimento di Manovra, seguito
dal grosso del 26° "Giove" rischierato a Viterbo.
A seguito del passaggio dell'Arma dei Carabinieri da prima Arma
dell'Esercito a quarta Forza Armata, nel corso del 2002 il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" esce dai ranghi
della Brigata. |
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| (fonte www.esercito.difesa.it) |
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